Domenica 18 maggio 2008 è stato ufficialmente presentato il libro “TESTIMONI”, realizzato dall’Amministrazione Comunale con la preziosa collaborazione della prof.ssa Gemma Tavasci e di Matteo Ronchini, che raccoglie le testimonianze di concittadini e persone originarie di Valmorea sul periodo della seconda Guerra mondiale.

Volendo attribuire al libro anche un obiettivo di solidarietà, abbiamo ritenuto significativo devolvere tutti i proventi della distribuzione alla Croce Rossa Italiana, Delegazione di Uggiate Trevano, ente vicino al nostro territorio e presente in tutto il mondo, dove guerra, povertà, calamità naturali e malattia richiedono soccorso, conforto e servizi primari per la gente. Il libro viene consegnato versando un contributo minimo di 10.00 euro alla C.R.I. di Uggiate Trevano; chi fosse interessato ad acquisirlo può rivolgersi agli uffici comunali di Valmorea, che rilasceranno regolare ricevuta per il contributo versato.

La prefazione del libro

Nell’aprile 2005, in occasione delle celebrazioni del 60° anniversario della Liberazione, ho invitato Aldo Papis e Roberto Bernasconi a testimoniare la loro esperienza durante la seconda guerra mondiale ai ragazzi di terza media della scuola “Giovanni da Milano” di Valmorea. I ragazzi, della cui capacità di concentrazione e di ascolto ci si lamentava spesso, non hanno fiatato durante il racconto di Aldo e Roberto ed hanno poi rivolto loro molte domande, curiosi di saperne di più. In quel momento, per loro, la storia non era più l’arida pagina del libro, farcita di nomi e di date da ricordare per le interrogazioni o le verifiche scritte, ma era diventata vita, ideale, passione leggibile sul volto dei testimoni, nei loro occhi che, spesso, si sono riempiti di commozione.

La storia era diventata, davvero, maestra di vita. Proprio da questi ragazzi, che si preparavano ad essere cittadini consapevoli e partecipi, è venuta la proposta di ascoltare anche le altre persone che avevano vissuto in quel periodo, per raccoglierne le testimonianze. Era quasi un rimprovero: perché non lo avete fatto prima? Non c’era tempo da perdere perché i testimoni erano ottantenni e qualcuno se n’era già andato, ma, anche se in ritardo, dovevamo assolutamente riparare a questa nostra mancanza. Il sindaco Manuela Pozzi ed i componenti della Commissione cultura hanno subito sostenuto questa proposta e ci hanno incoraggiato a raccogliere le testimonianze di uomini e donne che avevano sofferto la guerra e Matteo Ronchini si è reso disponibile per le interviste. Insieme abbiamo bussato alle case di questi nostri concittadini che ci hanno accolto…come ci stessero aspettando e che ci hanno spalancato i loro cuori e, come un fiume in piena, i loro ricordi, così vivi anche nei particolari, ci hanno fatto capire quanto l’esperienza della guerra avesse segnato la loro vita. Sono stati incontri intensi, coinvolgenti e dai cassetti sono uscite piccole foto in bianco e nero, un po’ sgualcite, ma esibite con orgoglio, assieme agli attestati, alle croci di guerra, ai diari di prigionia...

Molti i riferimenti ai meno fortunati caduti o dispersi, alle loro esistenze spezzate, soffocate, annientate da atrocità che nessun sopravvissuto mai ha potuto raccontare fino in fondo, ma che si agitano sempre dentro la coscienza civile e nella memoria eterna di Dio, per i credenti. Per completare il quadro di quel travagliato periodo storico, abbiamo ascoltato anche i racconti delle donne, le sorelle, le figlie, le fidanzate degli uomini in guerra che, a casa, hanno aspettato, trepidato, patito… Qualcuno non era più in grado di comunicare, altri non ricordavano o non volevano ricordare. Chiediamo scusa se qualcuno è stato involontariamente dimenticato. Un grazie di cuore a tutti quelli che hanno voluto condividere esperienze, sentimenti, sofferenze: custodiamo tutto questo come un dono prezioso da difendere e consegnare ai giovani di domani, augurando loro che, anche grazie a queste testimonianze, il loro impegnocivile e l’amore per la giustizia e la solidarietà non permettano più il ritorno di tempi bui e violenti, ma, anzi, sappiano allargare la loro visuale su tutto il pianeta, ancora purtroppo intriso di guerre, continuando a sognare e costruire la pace in tutto il mondo.

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